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Provvedimenti per il miglioramento della qualità dell'aria e la limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti nel periodo compreso tra il 01.10.2017 ed il 31.03.2018

50/10/2017

Misure di limitazioni per migliorare la qualità dell'aria

Nel semestre autunnale e invernale 2017/2018, come ogni anno, entrano in vigore i provvedimenti di limitazione della circolazione per alcuni veicoli, insieme ad altre disposizioni finalizzate alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e al miglioramento della qualità dell'aria.

Il periodo di limitazione prenderà avvio il 1 ottobre 2017 e si concluderà il 31 marzo 2018, come stabilito dalla recente delibera 7095 del 18 settembre 2017 di primo recepimento dell'Accordo del Bacino Padano del 9 giugno 2017.

Il periodo di limitazioni viene anticipato di 15 giorni ma rimangono immodificate le giornate, le fasce orarie e le altre modalità applicative dei divieti fino ad oggi operanti in Lombardia.

La delibera di Giunta regionale n.  7095 del 18 settembre 2017 ha inoltre disposto, a partire dal 1 ottobre 2017, il divieto di circolazione dei veicoli diesel Euro 3, nei territori e con le modalità indicate nel paragrafo seguente.

Nel merito il Comune di Muggiò ha adottato ordinanza sindacale n. 16/2017.

MISURE STRUTTURALI PER LA LIMITAZIONE DEL TRAFFICO VEICOLARE

Dal 1 ottobre 2017 fino al 31 marzo 2018 sono in vigore i provvedimenti di limitazione della circolazione dei veicoli finalizzati alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e per il miglioramento della qualità dell'aria.

La delibera di Giunta regionale n. 7095 del 18 settembre 2017, infatti, ha stabilito che le limitazioni disposte con le delibere di Giunta regionale n. 7635/08, n. 9958/09 e n. 2578/14 siano applicate secondo una nuova articolazione temporale nel periodo dal 1 ottobre al 31 marzo dell'anno successivo, con inizio dal prossimo 1 ottobre 2017.

Pur avendo anticipato di 15 giorni l'avvio dei provvedimenti, rimangono immodificate le giornate, le fasce orarie e le altre modalità applicative dei divieti strutturali fino ad oggi operanti in Lombardia.

In affiancamento alle già vigenti sopra richiamate limitazioni la Giunta regionale ha disposto il fermo della circolazione per i veicoli Euro 3 diesel, nelle giornate dal lunedì al venerdì, escluse quelle festive infrasettimanali, dalle ore 8,30 alle ore 18,30, nel periodo dal 1 ottobre al 31 marzo dell'anno successivo, con inizio dal 1 ottobre 2017.

Le nuove limitazioni relative agli autoveicoli Euro 3 diesel si applicheranno nelle aree urbane dei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti appartenenti alle Fasce 1 e 2, come definite dalla delibera di Giunta regionale n. 2578/14. Nel merito il Comune di Muggiò ha aderito all'applicazione, a partire dal 1 ottobre 2017, del divieto della circolazione dei veicoli Euro 3 diesel previsto nei Comuni con più di 30.000 abitanti in Fascia 1 e 2, allineandosi così con i comuni limitrofi.

Divieti di circolazione dei veicoli vigenti dal 1 ottobre 2017 al 31 marzo 2018

Per quanto attiene le limitazioni vigenti ricordiamo che l'ambito di applicazione dei provvedimenti di limitazione riguarda sempre i 570 Comuni ricadenti all'interno della Fascia 1 (209 Comuni) e della Fascia 2 (361 Comuni), come individuati negli allegati alla delibera di Giunta regionale n. 2605 del 2 novembre 2011.

Le limitazioni continuano ad applicarsi, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, ai seguenti veicoli:

  • autoveicoli ad accensione comandata (benzina) non omologati ai sensi della direttiva 91/441/CEE e successive (veicoli detti “Euro 0 benzina”);

  • autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) omologati ai sensi della direttiva 91/542/CEE, o 96/1/CEE, riga B, oppure omologati ai sensi delle direttive da 94/12/CEE a 96/69/CE ovvero 98/77/CE (veicoli detti “Euro 0, Euro 1, Euro 2 diesel”).

Ricordiamo che, dal 1 ottobre al 31 marzo, sono altresì attive le limitazioni alla circolazione dei motocicli e ciclomotori a due tempi Euro 1 nei Comuni di Fascia 1, nei giorni feriali dalle 7.30 alle 19.30 (in vigore dal 15 ottobre 2016); mentre per i motocicli e ciclomotori a due tempi Euro 0 vige il divieto di circolazione su tutto il territorio regionale,tutto l'anno, 24 ore su 24. 

Il fermo della circolazione si applica all'intera rete stradale ricadente nel territorio dei Comuni interessati, con l'esclusione:

  • delle autostrade;

  • delle strade di interesse regionale R1, come individuate dalla delibera di Giunta regionale n.19709/2004 (disponibile in allegato);

  • dei tratti di collegamento tra strade cui ai precedenti punti e gli svincoli autostradali ed i parcheggi posti in corrispondenza delle stazioni periferiche dei mezzi pubblici.

Sono esclusi dal fermo della circolazione:

  • veicoli elettrici leggeri da città, veicoli ibridi e multimodali, micro veicoli elettrici ed elettroveicoli ultraleggeri;

  • veicoli muniti di impianto, anche non esclusivo, alimentato a gas naturale o gpl, per dotazione di fabbrica o per successiva installazione;

  • veicoli alimentati a gasolio, dotati di efficaci sistemi di abbattimento delle polveri sottili, per dotazione di fabbrica o per successiva installazione, omologati ai sensi della vigente normativa; 

  • veicoli di interesse storico o collezionistico ai sensi dell'articolo 60, comma 4, del D.lgs. n. 285/1992 e i veicoli con più di vent'anni e dotati dei requisiti tecnici previsti dall'articolo 215 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 16 dicembre 1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in possesso di un documento di riconoscimento redatto secondo le norme del Codice tecnico internazionale della Fédération Internationale des Véhicules Anciens (FIVA), rilasciato da associazioni di collezionisti di veicoli storici iscritte alla FIVA o da associazioni in possesso di equipollente riconoscimento regionale;

  • veicoli classificati come macchine agricole di cui all'art. 57 del D.lgs. 285/1992;

  • motoveicoli e ciclomotori dotati di motore a quattro tempi anche se omologati precedentemente alla direttiva n. 97/24/CEE del Parlamento Europeo e del consiglio del 17 giugno 1997, relativa a taluni elementi o caratteristiche dei veicoli a motore a due o tre ruote, cosiddetti euro 0 o pre Euro 1;

  • veicoli con particolari caratteristiche costruttive o di utilizzo a servizio di finalità di tipo pubblico o sociale, di seguito specificati:

- veicoli, motoveicoli e ciclomotori della Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria, della Guardia di Finanza, delle Forze Armate, del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, della Croce rossa italiana, dei corpi e servizi di Polizia municipale e provinciale, della Protezione Civile e del Corpo Forestale;

- veicoli di pronto soccorso sanitario;

- scuola bus e mezzi di trasporto pubblico locale (TPL) – fatto salvo quanto già disciplinato per i veicoli di categoria M3 con delibera di Giunta regionale n. 4924 del 15/06/2007, con delibera di Giunta regionale n. 6418 del 27/12/2007, e con delibera di Giunta regionale n. 9958 del 29/07/2009;

- veicoli muniti del contrassegno per il trasporto di portatori di handicap ed esclusivamente utilizzati negli spostamenti del portatore di handicap stesso;

- autovetture targate CD e CC.

Sono altresì derogati dal fermo della circolazione i seguenti veicoli:

  • veicoli appartenenti a soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di pubblico servizio o di pubblica utilità, individuabili o con adeguato contrassegno o con certificazione del datore di lavoro, che svolgono servizi manutentivi di emergenza;

  • veicoli dei commercianti ambulanti dei mercati settimanali scoperti, limitatamente al percorso strettamente necessario per raggiungere il luogo di lavoro dal proprio domicilio e viceversa;

  • veicoli degli operatori dei mercati all'ingrosso (ortofrutticoli, ittici, floricoli e delle carni), limitatamente al percorso strettamente necessario per raggiungere il proprio domicilio al termine dell'attività lavorativa;

  • veicoli adibiti al servizio postale universale o in possesso di licenza/autorizzazione ministeriale di cui alla direttiva 97/67/CE come modificata dalla direttiva 2002/39/CE;

  • veicoli blindati destinati al trasporto valori, disciplinati dal decreto del Ministero dei Trasporti n. 332 del 3 febbraio 1998;

  • veicoli di medici e veterinari in visita urgente, muniti del contrassegno dei rispettivi ordini, operatori sanitari ed assistenziali in servizio con certificazione del datore di lavoro;

  • veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili ed indifferibili per la cura di gravi malattie in grado di esibire relativa certificazione medica;

  • veicoli utilizzati dai lavoratori con turni lavorativi tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, certificati dal datore di lavoro;

  • veicoli dei sacerdoti e dei ministri del culto di qualsiasi confessione per le funzioni del proprio ministero;

  • veicoli con a bordo almeno tre persone (car pooling);

  • veicoli delle autoscuole utilizzati per le esercitazioni di guida e per lo svolgimento degli esami per il conseguimento del le patenti C, CE, D, DE ai sensi dell'art. 116 del Decreto legislativo 285/1992;

  • veicoli dei donatori di sangue muniti di appuntamento certificato per la donazione.

Eventuali richieste di esclusioni potranno essere richieste dai singoli Comuni.

I controlli sul rispetto delle limitazioni alla circolazione dei veicoli sono effettuati dai soggetti che svolgono servizi di polizia stradale.

Si precisa che i Comuni non possono concedere deroghe speciali e personali al di fuori di quelle previste dai provvedimenti regionali.

Si applicano inoltre su tutto il territorio regionale per il periodo dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno i seguenti obblighi:

•          lo spegnimento dei motori degli autobus nella fase di stazionamento ai capolinea;

•          lo spegnimento dei motori dei veicoli merci durante le fasi di carico/scarico.

La delibera di Giunta regionale n. 7095 del 18 settembre 2017 ha inoltre disposto misure temporanee omogenee di limitazione da attuarsi al verificarsi di periodi di protratto superamento degli inquinanti in atmosfera. Maggiori dettagli circa le modalità di attuazione delle misure temporanee e sui Comuni aderenti sono fornite di seguito nello specifico paragrafo.

PROVVEDIMENTI PER LA LIMITAZIONE DELLE EMISSIONI INQUINANTI IN AMBITO CIVILE

Nel periodo autunnale e invernale dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno (a seguito della anticipazione del periodo introdotta dalla delibera di Giunta regionale n. 7095 del 18 settembre 2017) è in vigore anche il divieto di utilizzo di apparecchi per il riscaldamento domestico poco efficienti alimentati a biomassa legnosa. La limitazione si applica nel caso in cui siano presenti altri impianti per il riscaldamento domestico alimentati con combustibili tradizionali ammessi.

Sono limitate le seguenti categorie di impianto a biomassa legnosa:

  • camini aperti

  • camini chiusi e stufe con un rendimento inferiore al 63%

Il divieto si applica alla Fascia 1 del territorio regionale e ai restanti Comuni situati ad una quota altimetrica uguale o inferiore ai 300 m s.l.m. (delibera di Giunta regionale n. 7635/2008).

Il valore di rendimento energetico posseduto dall'apparecchio è precisato nel libretto di istruzioni fornito dal venditore e comunque certificato dal costruttore.

I controlli sono effettuati dalle Province - nei Comuni aventi meno di 40.000 abitanti - e dai Comuni con popolazione maggiore di 40.000 abitanti, nell'ambito delle verifiche sugli impianti termici.

La sanzione in caso di inosservanza è quella disciplinata dall'art. 27, comma 4, della Legge regionale n. 24/06 (da 500 a 5.000 €).

Si richiamano infine le disposizioni regionali in vigore introdotte dalle delibere di Giunta regionale n. 1118/13 e n. 3965/15 in merito alle regole di installazione, manutenzione e censimento degli apparecchi domestici alimentati a biomassa legnosa.

A seguito della sottoscrizione del citato Accordo del Bacino Padano, e della delibera di recepimento n. 7095 del 18 settembre 2017, sono state stabilite nuove disposizioni per l'installazione e l'utilizzo dei generatori di calore a biomassa legnosa. In particolare la delibera ha disposto:

  • il divieto di nuova installazione di generatori di calore alimentati da biomassa legnosa con prestazioni emissive inferiori a quelle individuate nella “Tabella 1 - Classificazione ambientale dei generatori di calore”, nell'allegato 2 della delibera di Giunta regionale n. 5656 del 3 ottobre 2016, per le seguenti classi di appartenenza:

• “tre stelle”, per i generatori che verranno installati dal 1 ottobre 2018;

• “quattro stelle”, per i generatori che verranno installati dal 1 gennaio 2020;

  • che i generatori di calore alimentati da biomassa legnosa possano essere mantenuti in esercizio se aventi prestazioni emissive, individuate nella Tabella 1 di cui al punto precedente, non inferiori a quelle per le seguenti classi di appartenenza, verificabili secondo le indicazioni dettate in premessa per l'identificazione della classe di appartenenza:

• “due stelle”, per i generatori che saranno in esercizio dal 1 ottobre 2018;

• “tre stelle”, per i generatori che saranno in esercizio dal 1 gennaio 2020;

  • che dal 1 ottobre 2018, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, sia consentito solo l'utilizzo di pellet di qualità che rispetti le condizioni previste dall'Allegato X, Parte II, sezione 4, paragrafo 1, lettera d), parte V del decreto legislativo n. 152/2006, e che sia certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato, da comprovare mediante la conservazione obbligatoria della documentazione pertinente da parte dell'utilizzatore.

La delibera di Giunta regionale 7095/17, recependo le indicazioni contenute nell'Accordo di Bacino Padano del 9 giugno del 2017, ha stabilito inoltre alcune disposizioni inerenti il sistema degli incentivi relativamente a tale tipologia impiantistica.

La Classificazione ambientale dei generatori di calore alimentati con biomassa legnosa

Per l'applicazione della misura relativa al divieto di utilizzo dei generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa che non sono in grado di garantire prestazioni energetiche ed emissive performanti, è stata introdotta, già nel 2016, una classificazione regionale che assegna diverse classi ambientali ai generatori di calore (delibera di Giunta regionale n. 5656 del 3 ottobre 2016, allegato 2). Sono state individuate 5 classi ambientali basate sui parametri: rendimento energetico (ŋ) ed emissioni di particolato primario (PP), carbonio organico totale (COT), ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO), in piena aderenza a quanto proposto dai gruppi di lavori attivati a seguito della sottoscrizione dell'Accordo di bacino padano del 2013. Tale sistema di classificazione sarà in vigore fino all'approvazione del decreto ministeriale previsto dall'articolo 290, comma 4, del D.Lgs. n. 152/2006, nonché delle relative disposizioni attuative.

Il cittadino, per verificare l'appartenenza ad una determinata classe di qualità del generatore, deve fare riferimento, in prima istanza, alla documentazione fornita dal costruttore (Dichiarazione delle Prestazioni Ambientali o Attestato di Certificazione). Se l'informazione è mancante, potrà rivolgersi al costruttore il quale metterà a disposizione l'informazione anche tramite il proprio sito internet.

In ogni caso sarà possibile consultare il Catalogo regionale, costruito a partire dagli elenchi trasmessi dai diversi produttori riportanti la classificazione dei generatori, aggiornato periodicamente e pubblicato a fondo pagina oltreché all'indirizzo www.L15.regione.lombardia.it

DISPOSIZIONI INERENTI LA COMBUSTIONE IN LOCO DEI RESIDUI VEGETALI AGRICOLI E FORESTALI

Relativamente alla combustione di residui vegetali si richiama la norma statale vigente (D.Lgs n. 152/06 - Testo Unico Ambientale) che prevede in generale il divieto di combustione rientrando nella disciplina dei rifiuti. Deroghe dall'applicazione di tale disciplina sono stabilite dall'art.182, comma 6 bis, del Testo Unico Ambientale per finalità agricole e tramite processi o metodi che non danneggiano l'ambiente né mettono in pericolo la salute umana.

Le disposizioni regionali introdotte con LR n. 31/08 (come recentemente modificata dalla LR 38/15) prevedono la possibilità di effettuare la combustione in loco dei piccoli cumuli di tali residui (inferiori a 3 metri steri per ettaro) nei territori dei Comuni posti ad una quota superiore ai 300 m (200 m nel caso di Comunità montane).

Nei Comuni posti a quota inferiore vigono le disposizioni stabilite dalla delibera di Giunta regionale n. 7095 del 2017 che prevedono il divieto di combustione dal 1 ottobre al 31 marzo.

Tutte le informazioni inerenti il divieto di combustione in loco di residui vegetali agricoli e forestali sono contenute nell'allegato 3 della delibera di Giunta regionale n. 7095 del 18 settembre 2017

MISURE TEMPORANEE OMOGENEE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' DELL'ARIA

Regione Lombardia ha da tempo attivato significative misure strutturali per il miglioramento della qualità dell'aria attraverso il proprio Piano denominato PRIA e ha in corso attività di coordinamento e di armonizzazione degli interventi con il Ministero dell'Ambiente e altre Regioni e Province autonome del bacino padano che, in ultimo, hanno visto la sottoscrizione dell'Accordo tra il Ministero dell'Ambiente e le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna il 9 giugno scorso.

Le misure fino ad oggi applicate hanno portato a progressivi miglioramenti dello stato della qualità dell'aria pur permanendo alcune difficoltà nel perseguimento dei limiti per alcuni inquinanti ed in particolare le polveri sottili e gli ossidi di azoto.

Nel corso del 2016 Regione Lombardia, con ANCI Lombardia, alcuni Comuni, ARPA Lombardia e altri Stakeholder, ha istituito un Tavolo specifico per individuare ulteriori misure e interventi a carattere locale e temporaneo da aggiungere agli interventi già previsti dal PRIA. Al termine dei lavori è stato individuato un insieme di misure temporanee da applicare nella stagione autunnale e invernale scorsa. Tali misure sono state adottate attraverso la sottoscrizione di un Protocollo (delibera di Giunta regionale n. 5656/16) ed è stato applicato in 112 Comuni da ottobre 2016 ad aprile 2017. Il Protocollo, che ha avuto carattere sperimentale, è terminato il 15 aprile 2017.

Con la delibera di Giunta regionale n. 7095 del 18 settembre 2017, in attuazione di quanto previsto dall'Accordo di bacino padano del 9 giugno, è stato approvato un nuovo sistema di riferimento per l'individuazione e la gestione delle situazioni di perdurante accumulo degli inquinanti, comune a tutte le Regioni che lo hanno sottoscritto (Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna). La delibera ha stabilito che tali procedure si applicano nei Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti appartenenti alla zona di Fascia 1 e 2 nel semestre invernale dal 1 ottobre al 31 marzo dell'anno successivo e si articolano su due livelli al verificarsi del superamento continuativo del limite giornaliero per il PM10 (50 μg/m3) registrato dalle stazioni di riferimento per più di 4 giorni (1° livello) o per più di 10 giorni (2° livello).

La verifica per stabilire l'attivazione viene effettuata nelle giornate di lunedì e giovedì (giornate di controllo) sui quattro giorni antecedenti. Le misure temporanee, da attivare entro il giorno successivo a quello di controllo (ovvero martedì e venerdì), restano in vigore fino al giorno di controllo successivo.

Le misure temporanee omogenee a carattere locale possono essere adottate anche da altri Comuni a titolo di adesione volontaria. Per aderire sarà sufficiente darne comunicazione a Regione Lombardia, anche ai fini dell'inserimento nell'applicativo informatico per la gestione degli episodi di perdurante accumulo di PM10.

In tutti i casi le misure si attuano previa emanazione di ordinanza annuale da parte dei Sindaci, attuativa del provvedimento regionale da parte dei Comuni interessati dalle limitazioni.

Le misure temporanee omogenee sono articolate su due livelli in relazione alle condizioni di persistenza dello stato di superamento del valore concentrazione di PM10 di 50 μg/m3 registrato dalle stazioni di rilevamento.

I dati monitorati e validati da ARPA Lombardia saranno messi a disposizione quotidianamente da Regione Lombardia attraverso un applicativo informatico denominato "Accordo Aria", che a breve sarà pubblicato sui siti web  www.L15.regione.lombardia.it  e  www.arpalombardia.it.

L'applicativo, che è condiviso con le altre Regioni (Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna), riporterà la media per provincia dei dati di PM10 rilevati, il numero di giorni di superamento del limite giornaliero, la mappa dei Comuni aderenti con “rappresentazione semaforica”, lo stato di attivazione delle misure temporanee e il rientro nei limiti. L'applicativo riporterà inoltre, nella sezione "INFORMAZIONI", i dettagli relativi all'Accordo e alle misure omogenee di breve periodo, con l'elenco dei Comuni tenuti al rispetto o aderenti a titolo volontario, le misure temporanee, il Catalogo dei generatori a biomassa legnosa e i comportamenti virtuosi dei cittadini.

La dGR prevede che ANCI e i Comuni capoluogo di provincia, insieme a Regione Lombardia, promuovano l'adesione volontaria da parte di ulteriori Comuni.

Tutte le informazioni inerenti le procedure di attivazione delle misure temporanee omogenee, l'ambito di applicazione, le misure relative al primo e al secondo livello di attivazione e le attività di controllo sono contenute nell'allegato 2 della delibera di  Giunta regionale n. 7095 del 18 settembre 2017



 
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